SOC Governance Clinico Assistenziale

Direttore Dr. Mauro Romilio

In questa sezione trovi tutte le procedure dell’Azienda Usl Toscana Centro inserite all’interno dei Dipartimenti e/o Area;

 

CONTATTI:

Per la ricerca delle procedure delle ex aziende Usl di Empoli/Firenze/Pistoia/Prato ed altre informazioni, potete contattare direttamente la struttura Soc Governance Clinico Assistenziale:  emailgovernance.clinicoassistenziale@uslcentro.toscana.it

Telefono: 0574/807285 - 0574/807253 - 0574/807203 - 0574/807234

 

 

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Area Anestesia e Rianimazione

Documenti

pdf PA.AAR.01 Percorso del paziente adulto con dolore Popolari

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PA.AAR.01 Percorso del paziente adulto con dolore

SCOPO / OBBIETTIVI :

Lo scopo è il percorso:
- il cui obiettivo è la gestione del paziente con dolore, in modo omogeneo nell’Azienda USL Toscana Centro, per il miglioramento della qualità della vita
- il cui campo di applicazione è il paziente adulto, descritto nei settings
- il cui controllo/monitoraggio è effettuato dai referenti attraverso i contatti/incontri con gli operatori coinvolti, in collaborazione con le Associazioni dei pazienti riconosciute dall’Azienda.
I referenti valutano gli indicatori, i risultati, le criticità, l’aderenza, la varianza, i bisogni emersi (eventuali attività correttive) e se revisionare il documento.
La revisione è a seguito di modifiche sostanziali di tipo organizzativo, normativo, clinico e comunque si consiglia ogni tre anni dalla data di applicazione.

pdf PC.AAR.01 Polmonite Associata a Ventilazione (Ventilator-associated pneumonia – VAP) Popolari

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PC.AAR.01_Protocollo VAP copia conforme.pdf

PC.AAR.01 Polmonite Associata a Ventilazione (Ventilator-associated pneumonia – VAP)

SCOPO / OBBIETTIVI :

Il protocollo ha lo scopo di definire le manovre assistenziali più congrue a prevenire l’insorgenza delle VAP secondo i principi clinico assistenziali dettati da evidenze scientifiche e l’adesione alla Buona Pratica Regionale per la sicurezza del paziente “Prevenzione Polmonite Associata a Ventilazione Meccanica”

 

pdf PC.AAR.06: Patient Blood Management (PBM) nel paziente chirurgico presso il Presidio Ospedaliero S. Stefano Prato Popolari

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PC.AAR.06: Patient Blood Management (PBM) nel paziente chirurgico presso il Presidio Ospedaliero S. Stefano Prato

Scopo/obiettivi

Il PBM si pone come obiettivo primario la riduzione del numero di trasfusioni allogeniche; per poter avere la massima efficacia deve fare riferimento a tutto il percorso di cura del paziente chirurgico: preoperatorio, intraoperatorio e postoperatorio.

pdf PS.AAR.07 rev.1 Percorso V.A.T (Vascular Access Team) Popolari

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PS.AAR.07 rev.1 PERCORSO VAT.pdf

PS.AAR.07 rev.1 Percorso V.A.T (Vascular Access Team)

SCOPO / OBBIETTIVI :

Il presente documento ha l’obiettivo di realizzare di un team di medici ed infermieri per gestire gli accessi venosi a breve e lunga permanenza in tutti le strutture dell’Azienda USL Toscana Centro. Attualmente la situazione evidenzia livelli operativi differenti in ogni ospedale:

  • La crescita degli accessi venosi è stata rapidissima negli ultimi anni: pazienti sempre più complessi, possibilità diagnostiche e terapeutiche in continua evoluzione
  • Necessità di accessi venosi sicuri, duraturi, affidabili, con rispetto della qualità di vita
  • In ogni ospedale esiste “qualcosa” rivolto agli Accessi Venosi
  • Esistono realtà più avanzate di altre a livello culturale, organizzativo, operativo
  • Percorsi medici ed infermieristici organizzati in modo disomogeneo e scarsamente collaborativo, con realtà dove manca l’organizzazione medica ed altre dove sono assenti gli infermieri formati
  • La ricerca dei materiali utilizzati e dei costi sostenuti, evidenzia disparità e non rispetto delle indicazioni nella scelta dei dispositivi posizionati: il risultato va a discapito dei pazienti (utilizzo di dispositivi non indicati per il programma terapeutico) e dell’Azienda (per un rapporto non ottimale costo-beneficio).

Le conseguenze di questa situazione evidenziano:

  • una potenziale inappropriatezza degli interventi sanitari, con possibili conseguenze negative sugli esiti clinici
  • un utilizzo inappropriato delle risorse professionali, economiche ed organizzative
  • una notevole difficoltà nella programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari
  • una offerta disomogenea ai pazienti, con rischio di scelte non corrette e tempi di attesa non ottimali.

Obiettivi:

  • definire le indicazioni agli accessi vascolari in modo omogeneo per tutti, stabilendo scelta e tempi ideali
  • ottimizzazione delle risorse professionali, economiche ed organizzative, come conseguenza di percorsi stabiliti e standardizzati
  • offrire ai pazienti in tempi rapidi il dispositivo idoneo alle proprie esigenze, possibilmente nella sua sede di residenza o in alternativa indirizzarlo al VAT più vicino.

Il progetto VAT prevede:

  • -Team: team composto da medici ed infermieri dedicato agli accessi venosi secondo livelli operativi definiti
  • - Formazione: competenze definite secondo livelli operativi attraverso specifici corsi formativi certificati
  • -Appropriatezza: l’omogeneizzazione delle procedure, metodologie e filosofia di approccio al patrimonio venoso comporta la stesura di protocolli e istruzioni operative che guideranno i processi di approvvigionamento e di funzionamento di tutto il sistema VAT.

La tipologia dei dispositivi venosi utilizzati ad oggi sul sistema di accesso vascolari impone un governo del sistema tale da orientare gli operatori verso competenze specifiche o generiche secondo il bisogno assistenziale sia esso espresso in ambito ospedaliero che in ambito territoriale

LIVELLO OPERATIVO

Operativamente si prevedono 3 livelli di funzionamento:

  • livello 1: competenze estese sugli operatori sanitari operanti sulle linee assistenziali H/T improntati alla gestione ed al posizionamento di accessi venosi periferici preventivamente definiti da procedure specifiche, come da figura n° 1
  • livello2: competenze specifiche di infermieri dedicati al setting del VAT per posizionamento di Picc ed altri accessi vascolari consentiti da procedure condivise, fig. 1
  • livello 3: il medico dedicato al VAT per impianti di terzo livello è supportato dall’infermiere del setting VAT secondo specifici protocolli. Fig 1.

Ogni Zona, secondo il livello operativo disegnato va a definire un modello organizzativo che risponda alle richieste di impianto specifiche della zona stessa, ma omogeneo alle altre zone, per organizzazione e funzioni. Viene previsto un livello di coordinamento centrale del VAT Medico ed Infermieristico sui processi clinico assistenziali, che ha la funzione di controllo operativo sull’area delle competenze e dell’applicazione delle procedure ed istruzioni operative definite a livello centrale. Inoltre il Coordinamento è responsabile dell'appropriatezza dell'uso dei device, si interfaccia con la struttura SOS Appropriatezza ed efficacia interventi sanitari e soluzioni tecnologiche, esegue il monitoraggio dei consumi trimestrale e redige relazione annuale. Il Coordinamento è l'interfaccia per quanto riguarda la stesura del bisogno formativo, dei livelli di sicurezza e del continuo aggiornamento delle buone pratiche.

ALLEGATI :

Allegato 1 Gestione del Catetere Venoso Centrale (CVC) nelle SOC/SOS Nefrologia e Dialisi

Allegato 2 Check-list di gestione del CVC nelle SOC/SOS Nefrologia e Dialisi

Allegato 3 Richiesta inserimento CVC

Allegato 4 Consegne CVC.

STRUMENTI :

Scheda di valutazione del patrimonio venoso (in oncologia) MOD.AAR.04

Scheda di valutazione del patrimonio venoso (generica) MOD.AAR.05

INFO.AAR.01 Informativa Posizionamento/rimozione di un catetere venoso centrale (CVC) o periferico.

 

pdf PS.AAR.10: Assistenza di fine vita. La Desistenza in Terapia Intensiva

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PS.AAR.10: Assistenza di fine vita.  La Desistenza in Terapia Intensiva

Scopo/Obiettivi

Scopo del presente documento è ottemperare agli obblighi di legge fornendo indicazioni operative per il trattamento alla persona morente in TI, riferendosi alle raccomandazioni SIAARTI 2018: “Le cure di fine vita e l’Anestesista Rianimatore: raccomandazioni SIAARTI per l’approccio alla persona morente”.

È necessario rafforzare e orientare i processi decisionali dei curanti anestesisti rianimatori e individuare algoritmi operativi per la gestione del paziente morente in modo da consentire una assistenza completa e confortevole, ed esaudire contemporaneamente le volontà espresse dal paziente stesso precedentemente o dai suoi familiari o dal proprio fiduciario (secondo la L.219/2017).