codice rosa

Le misure restrittive necessarie per contrastare l’epidemia in atto costringono le famiglie ad una convivenza ristretta e forzata che può favorire l’emergere di conflittualità relazionali o aggravare quelle già esistenti, innalzando il pericolo dell’escalation di violenza che caratterizza le situazioni di violenza domestica.

La Regione Toscana, con decreto dirigenziale n. 5091 del 7 aprile 2020 “Rete regionale Codice Rosa – Emergena Covid 19”, ha trasmesso anche la nota di aggiornamento delle indicazioni operative Rete Codice Rosa, come di seguito riportato:

 

"E’ opportuno individuare strategie che rinforzino il messaggio destinato alle vittime per diffondere la consapevolezza che in questa fase emergenziale in cui tutti i servizi sono ridotti che la Rete codice rosa continua ad essere operativa. Al fine di garantire una adeguata assistenza del percorso donna e percorso per le vittime dei crimini d’odio, nel contesto dell’emergenza sanitaria per epidemia Covid-19 si individuano di seguito alcune specifiche indicazioni che vanno ad integrare le procedure codice rosa già definite (DD n. 18586 del 13-11-2019).

 


In questa fase di riorganizzazione della rete dei PS in funzione dell’emergenza Covid-19 è opportuno che gli operatori 118 si attengano ad eventuali nuove indicazioni Aziendali rispetto al PS di destinazione dove accompagnare ciascuna tipologia di vittima.

 


 

  • Nel rispetto delle procedure covid-19 anche in caso di dichiarata o sospetta violenza la persona sarà prima visitata in pre-triage per escludere una sospetta infezione;
  • Allo stesso modo in caso di lesioni la persona seguirà i percorsi covid previsti per le emergenze e ovviamente riceverà l'assistenza sanitaria sulla base delle indicazioni codice rosa come da Flow Chart Allegato D. 
  • Garantire alla vittima uno spazio riservato (stanza rosa) - laddove in conseguenza del covid-19 fossero intervenuti cambiamenti organizzativi e logistici all’interno dei PS è opportuno individuare lo spazio più adeguato a garantire il percorso di assistenza alla vittima anche esterno al PS.
  • Rilevazione del rischio - la somministrazione del questionario per la rilevazione del rischio (DA5) il cui indicatore è utile al personale sanitario per proporre l’attivazione di un appropriato percorso di presa in carico territoriale, in questa fase emergenziale deve tenere conto della esposizione ad una “prolungata convivenza forzata” con l’autore, che costituisce un fattore aggravante del rischio. L’indicazione è di rilevare la percezione di disagio e di paura espressa dalla vittima e di ricercare le adeguate misure di messa in sicurezza ed evitare il rientro nel domicilio.
  • Informazioni alla vittima - nel caso in cui, tenuto conto anche degli ulteriori fattori di rischio legati a questa fase emergenziale, non sussistano le condizioni per un allontanamento dal domicilio o la vittima non accetti un progetto di protezione è opportuno fornire alla vittima adeguate informazioni per sostenere eventuali nuove richieste d’aiuto. In generale informare che la Rete dei servizi antiviolenza è attiva, in modalità che garantiscono gli standard di sicurezza.
  • Nello specifico per le donne vittime di violenza è utile fornire le seguenti informazioni:
  • CHIAMARE IL 1522 - oppure scaricare l’App per dialogare in sicurezza con le operatrici.
  • FORNIRE I RIFERIMENTI TERRITORIALI da contattare USCIRE di casa

–  è prevista la possibilità in deroga alle prescrizioni previste dalle misure restrittive per contenere la diffusione del Covid- 19 di uscire di casa per “stato di necessità” per recarsi ad un CAV, FFOO, Servizi Territoriali (Consultori, MMG, Servizi Sociali ecc). 

  • Consenso all’attivazione della Rete Territoriale Codice Rosa: esplicitare che il primo contatto è di tipo telefonico e condividere con la vittima eventuali indicazioni per garantirne la sicurezza. Ogni azienda fornirà ulteriori indicazioni sui riferimenti attivabili nella rete dei servizi (recapiti telefonici, agenda per appuntamenti ecc.) 
  • Consenso al percorso di protezione con allontanamento dal domicilio
  • L’obbligo di rispettare le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale, introdotte per contenere il contagio, di fatto costituisce un ostacolo per l’accoglienza delle vittime. Per superare tali difficoltà si prevedono nuove soluzioni alloggiative, anche di carattere temporaneo, che consentano di offrire l’indispensabile ospitalità alle vittime che, per motivi sanitari, non possono trovare accoglienza nelle strutture/ Case Rifugio. 
  • Condividere con la vittima ed informarla che in questa fase di emergenza sanitaria, l’accoglienza in struttura/casa rifugio sarà preceduto dalla permanenza in strutture individuate ad hoc prima dell’accoglienza nelle strutture/casa rifugio - per la necessaria quarantena, così da minimizzare il rischio di un possibile contagio.
  • Le strutture individuate sulla base delle indicazioni regionali, saranno attivate secondo le procedure in atto a livello aziendale per le strutture codice rosa h 72 riviste e aggiornate alla luce

 

  • I referenti Territoriali Codice Rosa continueranno ad assolvere alle funzioni previste dalle Indicazioni regionali (valutazione del rischio; attivazione dei soggetti della rete utili al piano di intervento e accompagnamento ai servizi territoriali) adottando le necessarie strategie, da valutare per ogni caso, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza rischio contagio.
  • Nello specifico “Percorso donna”, a maggiore ragione in questa fase il Consultorio rappresenta l’interlocutore privilegiato anche come spazio che la donna può usare come giustificazione per uscire di casa. Le azioni sono dirette

- All’accoglienza della richiesta di aiuto con inquadramento del bisogno e valutazione del rischio da parte del team multidisciplinare psicologo/assistente sociale.

- All’attivazione dei percorsi di aiuto e protezione con coinvolgimento degli altri componenti della Rete

 - Alla presa in carico psicologica

Le modalità operative, ove possibile, prediligono l’approccio non in presenza attraverso la consulenza telefonica o in videochiamata, ma è comunque garantito, se necessario, l’accesso fisicamente ai Consultori programmato seguendo le indicazioni previste per la sicurezza. Nel caso di donne COVID-19 positive o casi sospetti l’accesso avviene secondo gli specifici percorsi aziendali. Nella attuale situazione in cui molte attività rivolte al sostegno genitoriale che avevano una forte azione di prevenzione sono state temporaneamente sospese, è necessario attivare modalità alternative, in particolare nei momenti più delicati come la gravidanza e la conflittualità familiare, attraverso mezzi di comunicazione virtuali per mantenere vivo questo sostegno.

 


 PERCORSO OSPEDALIERO codice rosa

 Qui per scaricare la flow chart del "PERCORSO OSPEDALIERO"


percorso territoriali codice rosa

 

 Qui per scaricare la flow chart del "PERCORSO TERRITORIALE"

 

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